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I Brent de l'Art

Questo giro ha portato Nerio, Yuri e me in uno dei posti più suggestivi della Valbelluna (o, come direbbero altri, in uno dei tanti posti suggestivi della Valbelluna): i «Brent de l'Art», vicini a Sant'Antonio di Tortal in comune di Trichiana, posto che potete vedere direttamente qua sotto per comodità:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Dopo aver parcheggiato la macchina nel parcheggio costruito dalla Comunità Montana, dopo aver superato indenni le lamentele di un signore della zona, e dopo essere scesi per un pezzettino di strada sterrata, ci siamo fermati su un ponticello che attraversa la forra e permette di ammirare le stratificazioni rocciose bianche e rosse scavate dall'acqua. Purtroppo, nonostante il freddo, di cascate di ghiaccio in questo punto c'è solo qualche accenno, inoltre non avevamo gli stivali e c'era troppa acqua per inoltrarci lungo la forra, quindi ci siamo accontentati di gironzolare sul greto del torrente.

Gli strati colorati delle rocce dei Brent de l'Art

Una vista dal ponticello che purtroppo non rende giustizia né dei colori delle rocce, né della profondità della gola.
Delle foto suggestive si possono trovare a questo indirizzo: Brent nel sito di bellunovirtuale.com

Nerio e Yuri sul ponticello

Immagine ripresa dal greto del torrente per dare un'idea dell'altezza e della larghezza della forra.

Percorribile anche a cavallo

Il giro che parte da Sant'Antonio di Tortal, passa per i Brent e prosegue fino a ricongiungersi con la strada del passo San Boldo, è percorribile da molti anni anche a cavallo, come dimostra questo cartello.

Tutti amano l'ipnorospo

Tutti conoscono l'ipnorospo, ma per chi ancora non lo avesse visto può essere utile la consultazione di questa pagina: Chi è l'ipnorospo?.
A questo sasso sono cresciute le zampe ed il contatto della stalattite di ghiaccio con la superficie dell'acqua ha portato alla creazione dei piedini. L'insieme somiglia vagamente a un rospo.

Ricami di ghiaccio

Con il freddo dove scorre l'acqua si sono formate delle lamine di ghiaccio attaccate ai sassi. Quando il livello del torrente è sceso la lamina rimane sospesa rispetto all'acqua e l'umidità si deposita crescendo in delicati cristalli di ghiaccio, in questo caso come un pettine nel foro lasciato dalla crescita di cristalli più grandi.

Ondine cristallizzate

Scrutando tra i ciottoli si trovano delle lamine di ghiaccio che si sono formate cristallizzando la forma della superficie dell'acqua che scorre intorno al sasso: ecco delle ondine che seguono il profilo del sasso, delicatissime e trasparenti la cui luce di sovrappone ai riflessi di altri sottili strati di ghiaccio e acqua.

Noccioli

Mentre stiamo camminando a caso incontriamo un fotografo attrezzato di cavalletto venuto sin qui per catturare un po' di immagini di foglie secche appese agli alberi, lì lì per cadere, in puro stile decadente.
Ma ditemi se al contrario la galaverna non ingentilisce i resti dell'autunno?

Merletti

Ed i merletti che rifiniscono e sottolineano i bordi di queste piante sempreverdi?

Una radiografia? Delle branchie?

È curiosa la forma di queste formazioni di ghiaccio, delle fette parallele sulle quali si è depositata la brina.
È l'interno di una fontana.

Parabole reali, non storie inventate

E spettacolare il tubo di ghiaccio che si è formato sotto il getto di questa fontana. La portata deve essere costante, per continuare a centrare perfettamente il forellino del tubo che il freddo ha costruito intorno alla parabola della traiettoria dell'acqua che scorre!